Salmaregia, La terra di mezzo

Fiuminata

La terra di mezzo è quella piccola vallata che collega i comuni di Fabriano, Fiuminata e Nocera Umbra. Tre comuni, Tre Province e Due regioni che si incontrano sotto la torre di Salmaregia, uno splendido borgo medioevale che si affaccia in questa splendida vallata.

Il castello di Salmaregia era il principale e più importante della rete di fortilizi che dominava e proteggeva l’omonima valle e dei quali attualmente in territorio nocerino rimane il solo Giuggiano, l’odierna Casaluna. Al castello che, malgrado alcuni interventi discutibili, è ancora ben conservato si giunge principalmente attraverso la strada provinciale che passando per monte Alago si ricongiunge alla via Clementina al Passo del Termine.

Chiesa della Madonne de “Le Salette” a Vallibbia

Fiuminata

La chiesa della Madonna de La Salette è una piccola aula con contigua casa parrocchiale eretta nel 1952 al principio dell’edificato di Vallibbia, a bordo della strada provinciale 361 Settempedana. Il prospetto principale sud est a capanna, rivestito con pietra calcarea a faccia vista è bordato ai lati da minime fasce verticali angolari di cemento rasato congiunte con la cornice di cemento della trabeazione impostata a mo’ di timpano, ed è caratterizzato da un portone sovrastato da lunetta cieca in cui sono raffigurati i simboli dell’ordine francescano, e da un semplice oculo con vetrata dipinta che sovrasta il portone mantenendosi sull’asse medio verticale. Posta a sinistra, oltre la quota di copertura, si eleva una vela campanaria ad “L” realizzata in laterizio, sul cui culmine è stata innestata una cuspide di cemento a prisma triangolare al cui vertice è stata posta una croce metallica con bandierina segnavento.

Chiesa di San Francesco a Quadreggiana

Fiuminata

Nel corso dei primi anni ’60 del XX secolo, grazie ad alcuni abitanti di Quadreggiana vengono raccolti fondi per costruire la chiesa. L’edificio viene presto eretto ed inaugurato nel 1962.

La piccola chiesa di S. Francesco è un piccolo volume a pianta rettangolare che si eleva lungo la direttrice nord ovest – sud est ai margini dell’incrocio che la Strada Provinciale 29 individua con le stradine della località Quadreggiana di Fiuminata. Rifinito con conci irregolari di pietra a vista, il piccolo prospetto principale nord ovest a capanna è caratterizzato da un portone incorniciato da piedritti ed arco a tutto sesto la cui lunetta è tamponata con vetro. Sopra la falda sinistra del tetto un archetto in cemento armato funge da modesta vela campanaria che si contrappone alla piccola croce posta sul colmo. Gli altri tre lati secondari sono, invece, intonacati: unici elementi decorativi il basamento murario e le cornici delle quattro aperture poste sui prospetti laterali, realizzati con elementi lapidei lasciati a facciavista.

Chiesa della Madonna della Caprareccia a Colle

Chiusura temporanea a causa dei danni provocati dal terremoto

Fiuminata

La chiesa sorge in prossimità di un trivio di stradelli montani poco distante, a nord, dal borgo di Colle di Brescia: da qui l’antica denominazione di Madonna del Tribbio. Nato come sede
confraternale, il modesto edificio di culto versa attualmente in uno stato di abbandono aggravato dai sismi del 1997 e del 2016. Per sopperire al salto di quota della scarpata che scende verso il borgo di Colle ed edificare un’aula complanare al colmo del trivio, una scala di sette gradini, necessaria per raggiungere la soglia d’ingresso, è stata posta come unico volume in grado di
movimentare il prospetto principale sud est: la facciata principale, infatti, si presenta come una semplice parete a capanna, traforata dall’ingresso e da un’unica finestra rettangolare che lo
sovrasta. Con l’eccezione del prospetto nord ovest, anch’esso bucato da una finestra, i restanti prospetti laterali risultano totalmente ciechi. La finitura esterna della chiesa è a intonaco grezzo, non rasato né tinteggiato. L’edificio è, inoltre, privo di campanile o vela campanaria.

Chiesa di San Domenico a Campottone

Fiuminata

Nel villaggio di Campottone prossimo al confine tra Marche ed Umbria e ugualmente a confine tra Arcidiocesi di Camerino e Diocesi di Nocera Umbra, sviluppata sulla direttrice est – ovest, la
piccola chiesa di San Domenico, probabilmente edificata nel XV secolo, è stata realizzata riutilizzando parti di una più antica chiesa dedicata a San Lorenzo di cui oggi non rimane
testimonianza fisica: gli elementi certi di riuso sono le pietre del portale, della sovrastante monofora ed anche la pietra scolpita raffigurante l’Agnus Dei posta in alto a sinistra della
monofora. Oltre gli elementi appena descritti e agli angolari realizzati in blocchi di pietra lasciata a facciavista, il prospetto principale a capanna finito ad intonaco si presenta nella sua sobrietà. Ulteriore elemento di prospetto è la modestissima vela campanaria posta lievemente a sinistra dell’asse medio.

Chiesa San Pietro a Pontile

Fiuminata

Eretta lungo la direttrice nord ovest – sud est, sul versante est della via che ascende alla parte alta del borgo di Pontile di Fiuminata, confinante a sud est con altra proprietà costruita in adiacenza, la chiesa di San Pietro si affaccia sullo slargo maggiore del borgo col prospetto principale nord ovest a capanna, intonacato, che è caratterizzato esclusivamente da un portale con cornice posto su un basamento gradinato e dall’oculo che lo sovrasta. I prospetti laterali, coronati da una cimasa di mattoni angolati a 45° a mo’ di beccatelli, finiti con cemento rasato, sono caratterizzati da due finestre ciascuno, poste in alto, che contribuiscono con l’oculo di facciata all’illuminazione naturale dell’aula. All’estremità sud est della fabbrica sorge con pianta quadrata e dimensioni imponenti la torre campanaria. Se l’impianto originario può essere fatto risalire al XV secolo, lo stato attuale è frutto di più interventi che vanno dalla ricostruzione del 1653 all’ampliamento di abside e presbiterio operato nel 1950 fino all’ultimo restauro post sisma 1997 e alle migliorie ulteriori operate nel 2008.

Chiesa di San Cassiano

Fiuminata

La chiesa di San Cassiano, da cui prende il nome anche il borgo di case che la circondano, è una costruzione semplice formata da due corpi rettangolari – l’aula quello maggiore e la sagrestia
quello minore – cui va sommata la torre campanaria a base quadrata e si affaccia, con due dei tre lati liberi, sul pendente slargo principale di questa frazione di Fiuminata. Poiché edificio di testa delle costruzioni che delimitano l’irta salita che conduce alla parte alta del borgo, il prospetto principale sud ovest, unicamente segnato dalle bucature di portone con cornice e trabeazione in laterizio e sovrastante oculo anch’esso incorniciato in mattoni, si differenzia da quelli di altre chiese della zona esclusivamente per non culminare con una copertura a capanna: un’unica falda, infatti, parte addossata alla costruzione a destra del prospetto e corre parallela al pendio stradale fino allo sporto sul vuoto.

Chiesa San Barnaba a Spindoli

Fiuminata

Costruita negli anni ‘50 del 1800, la chiesa di San Barnaba delimita col suo prospetto principale sud est il versante nord ovest della piazza principale della frazione di Spindoli: reinterpretata dall’ultimo restauro del 2005 secondo gli stilemi delle chiese rurali toscane rinascimentali per come, a loro volta, rinnovate secondo il gusto del XIX secolo – esempio più noto è forse la cappella della Madonna di Vitaleta a San Quirico d’Orcia – un’umile superficie a capanna è qui stata realizzata con conci di pietra prevalentemente irregolari lasciati a faccia vista. Unica eccezione a questa scelta progettuale, che ha riguardato l’intera fabbrica, è stata fatta per il corpo retrostante l’abside, in cui è ubicata la sagrestia.

Chiesa di San Michele Arcangelo

Chiusura temporanea a causa dei danni provocati dal terremoto

Chiesa di San Tossano

Sefro

La chiesa di San Tossano sorge all’ingresso del paese a monte del piccolo cimitero. Citata come “ S. Theosani de Avolla” l’edificio viene ricordato a partire dal 1300. Nel corso dei secoli l’antica abbadia subì notevoli trasformazioni fino a raggiungere le forme attuali nel XV secolo.

Mosaico policromo pertinente ad una domus romana (I – III secolo d.C.)

Matelica

Nella parte sud della città vi sono alcuni resti di ambienti con mosaici a tessere bianche e con schema geometrico di tessere bianche e nere riferibili alla metà del II sec. Il pavimento maggiormente conservato, emerso lungo il lato est di Piazza Garibaldi, presenta un tappeto musivo di losanghe disposte a stella, raccordate da quadrati con esagoni iscritti e da quadrati con rosone di nastri intrecciati e nodo di Salomone; lungo i bordi esterni figurano triangoli singoli, disposti a piramide e motivo di doppia torre.

Chiesa di San Biagio

Castelraimondo

La Chiesa di San Biagio era situata all’interno delle mura castellane di Castelraimondo, edificata a ridosso e sopra le mura stesse, inglobando nel corso dei secoli anche parte delle torri.

Chiesa della Sacra Famiglia

Castelraimondo

Il Sacro edificio ha una struttura tutta particolare. Le due travi a forma di “V” portanti il tetoo, poggiano su tre grandi plinti e sul campanile aperto mostrano le tre campane in verticale.

Santuario S. Severino Vescovo – Duomo Vecchio

Chiusura temporanea a causa dei danni provocati dal terremoto

San Severino Marche

La chiesa, risalente al X sec., fu riedificata ed ampliata nell’XI sec. e completata con la trecentesca torre campanaria. L’interno conserva un bellissimo coro ligneo intarsiato ed intagliato da Domenico Indivini alla fine del 1400.

Grotta di S. Vittorino

Pioraco

Da una piazzetta posta dietro l’Attuale Caserma dei Carabinieri di Pioraco, una targa turistica posta all’inizio di una ripida scaletta di cemento indica La Grotta di San Vittorino su un fianco del Monte Gualdo.

Eremo di San Bartolomeo delle Carceri

Sefro

Percorrendo la strada che da Agolla sale a Montelago, giunti in località Il Tribbio, dove la medesima rispiana prima di affrontare l’ultima salita, sulla destra inizia un sentiero che costeggia il Monte Crestajo.

Chiesa di San Giovanni

Castelraimondo

La chiesa, definita anche San Giovannino, pur nella grande rovina, mostra tuttora particolari architettonici interessanti come archi in cotto a tutto sesto o ribassati e un rosone in cotto, tamponato. I muri, realizzati con conci di calcare e con grossi quantitativi di mattoni, denotano vane e successive fasi di restauro dell’edificio. La chiesa presentava un’unica navata ed un piccolo presbiterio, entrambi rettangolari, nonchè un tetto a capanna crollato ed una volta a botte nell’abside della quale rimangono scarse tracce.

Rocca di Monte Acuto

San Severino Marche

Ruderi della rocca di Monte Acuto (XIII sec.), nei pressi le grotte di S. Sperandia, dove visse in penitenza Sperandia di Gubbio (XIII sec.).

Chiesa di S. Maria di Valdiola

San Severino Marche

La chiesa del XIII secolo è ricca di interessanti affreschi quattrocenteschi. È situata nei pressi della frazione di Chigiano.

Rocca di Schito o Rocchetta

San Severino Marche

Costruita su ruderi di età romana, nel 1415 la Rocha Schiti era un complesso fortificato di importanza strategica in un passaggio obbligato sul passaggio vallivo che congiungeva Tolentino a Treia. Nonostante la quasi completa ricostruzione, con il rifacimento anche delle merlatura a coda di rondine, restano consistenti elementi architettonici come il fossato e due campate del ponte. Delle due torri originarie, è stata ricostruita quella di sud-est. Il complesso è oggi proprietà privata, adibito a casa colonica.

Santuario SS. Salvatore in Colpersito

San Severino Marche

Appartiene dal 1576, con l’annesso convento, ai Cappuccini. Risalente all’XI sec., fu in origine sede di una comunità religiosa femminile.

Chiesa della Maestà

Chiusura temporanea a causa dei danni provocati dal terremoto

San Severino Marche

Edificata nel 1473 nel luogo di una Maestà, conserva l’ originario portale in cotto con belle decorazioni floreali e i due piccoli portali laterali. All’interno si trovano pregevoli affreschi votivi, dipinti da Lorenzo D’Alessandro (XV sec.)

Maestà di Panicari

San Severino Marche

Conserva affreschi di Jacopo e Lorenzo Salimbeni. Inizio XV sec.

Castello di Pitino

San Severino Marche

Sorge sull’ultima formazione collinare alla sinistra della valle del Potenza, visibile da larga parte del territorio provinciale. Era il Castello più grande e strategicamente più importante del sistema difensivo di San Severino. Si vuole fondato sulla sommità del colle omonimo dal nobile romano Marco Petilio al tempo delle invasioni barbariche.

Monastero di Santa Caterina

San Severino Marche

Il Monastero fu edificato nel 1261 dai monaci Benedettini e nel 1523 fu donato alle monache Benedettine Cistercensi.

Madonnetta di Gaglianvecchio

San Severino Marche

Già esistente nel XV sec. come Maestà, venne trasformata successivamente in Chiesa. Restaurata e ampliata nel 1853, conserva un affresco di Madonna con Bambino del XVI sec., probabile opera di scuola locale.

Chiesa ed eremo di San Michele Arcangelo di Domora (ora grotte di S. Eustachio)

San Severino Marche

Percorrendo la strada statale che da San Severino Marche conduce a Castelraimondo, a circa due chilometri sulla sinistra, si apre una valletta lunga e stretta fino e diventare una gola. Risalendo una stradina sterrata che costeggia un torrente, sulla sinistra si intravede la chiesa di San Michele Arcangelo con ruderi dell’antico monastero ed una grande grotta che si apre nello spazio antistante.

Torre Varano

Chiusura temporanea per lavori di ristrutturazione

Sefro

La torre è ciò che rimane del castello medievale appartenuto ai Varano, signori di Camerino, che qui trovarono ospitalità dopo il sacco della loro città nel 1259 ad opera dei ghibellini.

Castello di Isola

San Severino Marche

Feudo dei conti Gentili di Rovellone, nel 1305 il castello fu venduto al Comune di San Severino per 8.000 scudi. Notevole l’impianto urbanistico medioevale di cui rimangono pochi resti delle mura e degli edifici circostanti, mentre ancora quasi integra resta la torre maestra in grossi blocchi in pietra arenaria (m. 25), che presenta all’interno interessanti elementi architettonici.

Castello di Serralta e Rocca di Monte Acuto

San Severino Marche

Andando da San Severino verso Cingoli, alla sommità di un’altura, varcata l’originaria porta del Castello si accede all’antico abitato di Serralta, che conserva resti della cinta muraria e della torre incorporata nella piccola chiesa antistante la suggestiva piazzetta.

Nelle vicinanze si scorgono i ruderi della Rocca di Monte Acuto e le grotte di S. Sperandia, dove visse in penitenza la santa di Gubbio.

Chiesa di S. Maria di Cesello

San Severino Marche

Costruita agli inizi del XV sec, è singolare dal punto di vista architettonico per il largo spiovente del tetto che protegge un affresco seicentesco.

Abbazia di Val Fucina

Chiusura temporanea a causa dei danni provocati dal terremoto

San Severino Marche

Abbazia benedettina del X-XI secolo, particolarmente interessante la cripta ornata di capitelli a volte.

Castello di Colleluce

San Severino Marche

L’importanza strategica del Castello di Colleluce è dovuta alla sua posizione tra la valle del Potenza e del Chienti, strada percorsa nel Medioevo dai vari eserciti che minacciavano alternativamente le signorie dei luoghi. L’antico insediamento fu costruito con una doppia cinta muraria e la torre di avvistamento, a guardia e difesa del territorio di San Severino. Nel 1240 l’imperatore Federico II, in lotta contro il papato, lo devastò e incendiò. Ricostruito venne poi quasi completamente distrutto dall’esercito del re di Napoli, Alfonso V d’Aragona.

Castello di Carpignano

San Severino Marche

Il Castello di Carpignano, già esistente all’inizio dell’XI secolo come dimora di qualche signorotto del tempo, nel XIII secolo assolveva a funzioni di controllo e di prima difesa proprio nella zona di confine tra i feudi di San Severino e Tolentino spesso, se non sempre, in lotta tra di loro per il possesso dei contigui territori.

Castello di Aliforni

San Severino Marche

Il castello fu venduto nel 1257 al Comune di San Severino da Guglielmo, vescovo di Camerino. All’inizio del XV secolo il Castrum Alifurni, messo sotto assedio dal Rettore della Marca, venne parzialmente distrutto. Dell’impianto originario resta la quadrata torre di vedetta (m.23-25), in pietra arenaria, dove sono ancora visibili i beccatelli che sostenevano la piattaforma merlata.

Chiesa di San Filippo Neri

Treia

La facciata della Chiesa di san Filippo Neri si innalza al lato di Piazza della Repubblica. Il tempio risalente al 1766-1773 è stato edificato su disegno dell’architetto lombardo Carlo Augustoni. Attualmente la Chiesa è in fase di avanzata ristrutturazione e dovrebbe essere adibita a Museo Diocesano.

Porta Vallesacco

Treia

Porta Vallesacco è una delle sette porte di ingresso alla città. Fu teatro di un importante evento storico: nel 1263 la casa sveva, nella persona di Manfredi, volle regolare i conti con lo Stato Pontificio, attraverso Montecchio (così era chiamata Treia in epoca medioevale), inviando ad assediarla il nipote Corrado d’Antiochia. Ma i Montecchiesi vinsero con furbizia: a Porta Vallesacco alcuni difensori del Cassero, la maggiore fortezza cittadina , con uno stratagemma fecero una sortita e riuscirono ad avvicinarsi a Corrado catturandolo insieme ai suoi Baroni.

Torre civica

Poggio San Vicino

Dell’antica fortificazione resta soltanto l’imponente e ben conservata torre medievale situata sul punto più alto di Poggio S. Vicino.

Villa Collio

San Severino Marche

E’ un bellissimo esempio di villa neoclassica con sala centrale a pianta ottogonale e ampia gradinata. Fu fatta costruire nel 1812 da Giovan Battista Collio su progetto di Giuseppe Lucatelli, che ne curò anche la decorazione interna.

Castello di Elcito

San Severino Marche

Il Castello di Elcito (fitonimo da “leccio”), abbarbicato su un contrafforte roccioso della catena del Sanvicino a più di 800 m. di altitudine, con le grigie abitazioni dei montanari che fanno corpo con i rocciosi balzi dei circostanti dirupi, conserva pochi segni del castello medievale, qualche traccia di mura e, nel lato nord una delle porte di accesso alla originaria struttura fortificata, costruita ad arco in pietra corniola.

Torre civica

Poggio San Vicino

Chiesa di Santa Maria Assunta

Poggio San Vicino

La costruzione risale agli ultimi anni del XVIII secolo e sorge sull’area di quella precedente, le cui vestigia restano all’interno. La facciata è in mattoni con cuspide a quattro pilastri e terminante in un’ampia abside.

Cattedrale SS. Annunziata

Treia

Nel 1782 fu posta la prima pietra della nuova Cattedrale che venne ultimata dopo più di trent’anni, nel 1814. Il progetto della Cattedrale è dell’architetto romano Andrea Vici, discepolo del Vanvitelli. E’ considerata uno dei maggiori templi delle Marche per ampiezza, maestosità e purezza delle linee.

Chiesa San Francesco

Treia

All’interno della città, in zone centrali ed a ridosso delle mura di levante, nel XIII secolo fu edificata una nuova chiesa che fu dedicata a S. Francesco nell’anno 1300.

Chiesa San Michele

Treia

Lo stile prevalente della chiesa è il romanico, misto a qualche elemento gotico, con abside quadrata e interno basilicale a tre navate divise da pilastri su cui si posano grandi archi goticizzanti, le cui pareti si innalzano fino al soffitto a travatura scoperta. Le finestre, alte e strette, terminano con archetti gotici. Il tempio è tutto in laterizio; gli affreschi venuti alla luce sotto l’intonaco nelle pareti perimetrali (sec. XII e XVI) sono di carattere votivo.

Chiesa Santa Chiara

Treia

L’interno della chiesa è di puro stile barocco e conserva la statua della Madonna di Loreto, in legno di cedro del Libano che, si dice, scolpita da San Luca. La tradizione vuole che la statua della Vergine sia la statua originariamente venerata a Loreto e che un nuovo scambio successivo alla restituzione della statua da parte dei francesi non sia mai avvenuto. Caratteristica la torre campanaria dalle evoluzioni orientaleggianti.

Collegiata San Esuperanzio

Cingoli

E’ il più importante edificio religioso della città, fondata nel XII sec. L’attuale edificio, in pietra arenaria e brecciato rosa, presenta forme romanico-gotiche. L’interno ha il presbiterio rialzato per ricavare la cripta necessaria ad ospitare le reliquie del Santo. Sul lato destro dell’edificio si trova l’atrio della casa priorale con tre archi che sostengono l’elegante loggetta sovrastante.

Chiesa di San Michele Arcangelo

Gagliole

La chiesa, di epoca romano-gotica, conserva dell’ impianto originale il portale con le decorazioni in cotto (sec. XIV) e alcune porte laterali. All’ interno, che presenta la conformazione neoclassica della ristrutturazione settecentesca, si possono ammirare i due altari laterali in pietra locale (sec. XVIII).

Chiesa di San Lorenzo a Torreto

Gagliole

La chiesa conserva, in un altare laterale, la tavola originale della venerata Madonna delle Macchie. Sull’ Altare Maggiore, degno di nota è il Tabernacolo ligneo databile ultimo IV del XVI sec.

Tabernacolo del Cerqueto

Gagliole

Tabernacolo del Cerqueto, opera di Lorenzo di Alessandro della fine del XV secolo. L’ edicola, oggi conservata presso la Casa di Riposo “Chierichetti”, proviene da una pintura o tabernacolo viario presso la località Cerqueto, lungo la strada che dal castello di Gagliole conduce al Santuario della Madonna delle Macchie.

Chiesa di San Giovanni

Gagliole

A questa chiesa si riferisce il documento più antico riguardante Acquosi e risalente al 1198, nel quale si legge che essa era soggetta all’abbazia di Sant’Angelo infra Ostia di Esanatoglia.

Cassero

Castelraimondo

Costruita tra il 1382 e il 1385, per volere di Giovanni Da Varano faceva parte di un ampio sistema di fortificazioni che comprendevano le mura del Castello Raimondo ed un’alta Torre, oggi inglobata nel campanile di S. Biagio.

Santuario di Santa Sperandia

Cingoli

Lo stile che domina nei locali della chiesa, in parte ammodernati alla fine degli anni Settanta è Barocco. Il tempio conserva dipinti di buona fattura come “Il Miracolo delle Ciliegie” del Fanelli, “la Madonna in trono e Santi” di Antonio da Faenza e una “Crocifissione”, copia da Scipione pulzoni, detto il Gaetano.

Chiesa di Santa Caterina

Cingoli

La chiesa fu eretta a pochi anni di distanza dal vicino ospedale dello Spineto (1217) e ricostruita nella prima metà del XVIII secolo. L’interno a pianta centrale, conserva magnifiche cantorie intagliate e decorate.

Chiesa di Santo Spirito

Cingoli

Edificio assai antico con monastero, che risale al 1364. Nella sua forma attuale risale al XVIII secolo.L’interno è decorato con stucchi d’oro zecchino. Le tele degli altari sono conservate nella pinacoteca Comunale.

Palazzo Puccetti

Cingoli

Di origine cinquecentesca, presenta un portale fiancheggiato da due telamoni settecenteschi che dà accesso ad un ampio atrio e ad un grazioso giardino pensile con nicchie e statue, uno dei pochi esempi riscontrabili nel territorio marchigiano.

Palazzo Conti

Cingoli

Dimora della famiglia Conti che lo fece erigere fra il XIV e il XV, presenta un bel portale gotico dove era scolpito lo stemma araldico, purtroppo scalpellato dai successivi proprietari.

Chiesa di San Domenico

Cingoli

Le prime notizie certe su questa chiesa risalgono al 1325. Nel 1519 subì importanti modifiche e, proprio per la nuova chiesa fu commissionata a Lorenzo Lotto la grande tela della “Madonna del Rosario e Santi”(1539). Nel sec. XVIII la chiesa fu riedificata e presenta oggi un ampio interno di forma ellissoidale.

Palazzo Comunale

Cingoli

Le strutture più antiche risalgono ai sec. XII-XIII. L’orologio pubblico è del 1482, mentre il prospetto poggiante su otto pilastri è del 1530. Al piano terra dell’edificio ha sede il Museo Archeologico Statale, che conserva preziosi reperti di epoche diverse.

Chiesa di San Francesco

Cingoli

La Chiesa di San Francesco è stata eretta nel 1225 e poi ristrutturata alla fine del 1700. Delle originarie strutture romaniche non restano che le pareti, la base del campanile e il portale inserito dopo il rifacimento della facciata nella seconda metà del XVIII secolo

Fontana del Maltempo

Cingoli

E’ già citata come “Fontana del maltempo” nel 1513. Fu restaurata e portata alle forme attuali nel 1568, per mano della bottega dei Lombardi, allievi del Sansovino. Deve il suo nome al fatto che l’acqua scaturiva abbondante solo dopo forti piogge. Vi è raffigurato un cervo che riposa ai piedi di un albero di tasso, una variazione sul tema dello stemma di Cingoli.

Cattedrale di S. Maria Assunta

Cingoli

La cattedrale di S. Maria Assunta risale al 1615. La chiesa è ad aula unica e presenta tre grandi absidi poligonali. Nella sagrestia si trovano il dipinto “La Vergine col bambino in trono” e i “SS. Caterina d’Alessandria, Pietro, Esuperanzio, Bonfilio e La Rosa d’Oro”, opera di oreficeria neoclassica, donata da Pio VIII alla città nel 1830.

Porta Piana, detta Pia

Cingoli

Fu costruita in onore di Pio VIII nel 1835 e sostituì l’antica Porta Montana, che si apriva tra due massicci torrioni, dei quali resta solo quello destro.

Fonte Giulia

Cingoli

Costruzione circolare ostruzione edificata nel luogo in cui, secondo una leggenda, si vuole, che Giulio Cesare, in visita alla città, abbeverò la cavalcatura stanca. Per la sua caratteristica forma, i cingolani la chiamarono “Fonte Tonda”.

Fonte di San Esuperanzio

Cingoli

Struttura solida e armoniosa costruita da tre archi a tutto sesto poggianti su colonne di stile romanico. Sopra gli archi corre un’iscrizione che ne ricorda la costruzione avvenuta nel 1525. Dei quattro stemmi che accompagnavano l’iscrizione, soltanto il primo, quello comunale, è giunto fino a noi.

Porta dello Spineto

Cingoli

Delle originarie strutture medievali conserva gli stipiti, lungo i quali spiccano alcuni blocchi di epoca romana. L’arco ricostruito era presumibilmente più basso e a sesto acuto.

Piazza della Repubblica

Treia

Centro dell’abitato.Chiusa da un’alta balaustra disegnata da Andrea Vici dalla quale la vista si perde in un vasto orizzonte di campi coltivati e dolci colline.

Santuario del SS. Crocifisso

Treia

Realizzato da Cesare Bazzani agli inizi del ‘900 sul sito di una antica pieve. All’interno, un affresco di scuola umbra del XVI secolo raffigurante S. Sebastiano e, sopra l’altare maggiore, un crocifisso cinquecentesco di arte locale.

Torre Onglavina

Treia

Vivamente consigliato è il giro della circonvallazione che fiancheggia l’ antica e ben conservata cortina muraria, non foss’ altro per gli splendidi panorami che si aprono lungo il tracciato della strada; incomparabile quello che si gode dall’ alto sperone di arenaria dominato dalla torre dell’ Onglavina, che abbraccia i Sibillini, la Maiella, il Gran Sasso,il Conero e l’ Adriatico; aspre vette in pietra che affondano nel verde cupo dei boschi, declivi e vallate e, in fondo, la distesa blu del mare.

Chiesa di San Lorenzo in Doliolo

San Severino Marche

Secondo la tradizione venne fondata nel VI secolo, ma la chiesa attuale risale al XII secolo e venne più volte rimaneggiata. Il trecentesco campanile costituisce la facciata dell’edificio, nella cripta vi sono resti di affreschi dei fratelli Salimbeni.

Santuario della Madonna dei Lumi

San Severino Marche

Fu edificato nel XVI sec. in seguito ad un fatto prodigioso, avvenuto nel 1584, di un grande e ripetuto scintillare di lumi nel luogo dove, su un pilastro, era dipinta l’immagine della Madonna. La costruzione, deve le forme attuali ai Barnabiti, che nel 1657 ebbero la custodia del Santuario, oggi affidato ai Cistercensi.

Palazzo Comunale

San Severino Marche

Eretto nel 1764 su disegno di Clemente Orlandi, ha la facciata interamente in laterizio. Ai lati delle due colonne che sostengono il balcone, si trovano i busti di due illustri cittadini: l’anatomista Eustachio e lo scultore Ercole Rosa.

Palazzo Franchi, poi Servanzi

San Severino Marche

Fu fatto costruire da Antonio Jacopo Franchi. Vi abitò il conte Severino Servanzi Collio. Vi si conserva la sua ricca Biblioteca.

Chiesa di San Giuseppe

Chiusura temporanea a causa dei danni provocati dal terremoto

San Severino Marche

Costruita nel 1628 a spese della famiglia Tinti, fu fatta riedificare nel 1768 da Vincenzo Tinti, su progetto di Carlo Maggi. La facciata è di gusto rococò.

Torre civica

San Severino Marche

Il piazzale degli Smeducci, sulla sommità del Monte Nero, è dominato dall’alta (m. 40) e inclinata Torre civica, eretta nel XIII secolo con funzioni di avvistamento, di difesa e di segnalazione alle altre torri dei castelli del territorio comunale.

Santuario di San Pacifico

San Severino Marche

Ampliata e restaurata più volte, conserva un antico portale a sesto acuto in laterizio, riccamente ornato con sculture di foglie e di animali.

Chiesa di San Domenico

San Severino Marche

Costruita con l’annesso convento nella prima metà del XIII secolo, fu riedificata agli inizi del sec XIV e trasformata nelle forme attuali nel sec XVII. All’interno è conservata una pregevole tavola cinquecetesca di Bernardino di Mariotto.

Palazzo Gentili di Rovellone

San Severino Marche

Fu fatto edificare da Francesco Gentili di Rovellone. La facciata, che poggia su un portico bugnato, è arricchita da cornici in travertino e da belle finestre guelfe.

Chiesa di Santa Maria della Pieve

San Severino Marche

Dell’originaria struttura romanica conserva l’abside e il fianco destro; nell’interno affreschi votivi del XIV-XV secolo. Intorno si estende la zona archeologica in cui sono stati riportati ala luce i resti della romana città di Septempeda.

Duomo Antico

San Severino Marche

Dedicata a S. Severino, fu la chiesa del primitivo Castello. La facciata in laterizi, degli inizi del XIV secolo, presenta un bel portale trecentesco, sopra il quale si presentano una graziosa edicoletta a tre archi trilobi e un occhio.

Santuario di Santa Maria del Glorioso

Chiusura temporanea a causa dei danni provocati dal terremoto

San Severino Marche

Il santuario di Santa Maria del Glorioso, terminati i lavori di ristrutturazione post terremoto, torna ad accogliere opere d’arte e arredi sacri che la Sovrintendenza al patrimonio storico-artistico delle Marche ha restaurato e riportato al vecchio splendore.

Area archeologica di “Septempeda”

San Severino Marche

Resti della romana Septempeda, con torri di tufo del II secolo a.C., avanzi di mura, di edifici pubblici e di un impianto termale.

Torre dell’Orologio

San Severino Marche

Fu eretta su disegno di Ireneo Aleandri nel sec. XIX. Si impone come scenografico elemento architettonico a capo della Piazza, sottolineandone l’andamento fusiforme. Sul lato sinistro fu riedificata nelle forme attuali l’antica Fonte della Misericordia.

Chiesa di Sant’Agostino

Chiusura temporanea a causa dei danni provocati dal terremoto

San Severino Marche

La Chiesa, in origine dedicata a S. Maria Maddalena, fu assegnata nel XIII sec. agli Agostiniani. Rimaneggiata a più riprese, subì radicali restauri quando, nel 1827, divenne cattedrale. Interessante la facciata (XV sec.) in cui si nota il bel portale cuspidato in laterizio con tracce di affreschi di Lorenzo d’Alessandro; all’interno si trovano numerose opere.

Piazza del Popolo

San Severino Marche

Ampia e armoniosa, la piazza del Popolo è il fulcro della città, ha una caratteristica forma allungata ed ellittica ed è circondata da portici. L’impianto planimetrico e le sue dimensioni rimandano all’antica funzione di luogo di mercato, ma la sua attuale configurazione è il risultato di interventi architettonici che vanno dagli inizi del ‘400 alla fine dell’800. Si affacciano sulla piazza, fra gli altri edifici, il palazzo comunale, il teatro Feronia e la chiesa di San Giuseppe.

Monastero delle Clarisse

San Severino Marche

Sulla destra della Torre comunale si allunga il muro di cinta del monastero delle Clarisse che termina in una bassa costruzione; è quanto resta del duecentesco Palazzo consolare.

Santuario della Madonna della Grotta

Pioraco

La chiesetta dedicata alla Madonna della grotta, già Madonna della carceri, è parzialmente incastonata nella viva roccia. Conserva la statua della Madonna la cui festa ricorre ogni tre anni.

Chiesa di San Francesco

Chiusura temporanea a causa dei danni provocati dal terremoto

Pioraco

Costruita nel primo ventennio del sec. XIV, dedicata a S. Francesco, annessa all’adiacente convento francescano, conserva all’esterno linee romanico-gotiche con abside poligonale in pietra calcarea ed elegante finestra con bifora sopra il portale.

Chiesa del S.S. Crocefisso

Pioraco

Sorge fuori dell’ abitato, sulla riva sinistra del fiume Potenza dove anticamente passava la Cammellaria. Pregevole un dipinto a fresco, opera attribuita a Girolamo di Giovanni raffigurante il Crocefisso cui successivamente la chiesa è stata dedicata.

Chiesa di San Vittorino

Pioraco

Antichissima chiesa plebale, con i rifacimenti degli anni 1794 e del 1945 ha perduto la sua originaria architettura romanica. Restano tracce di affreschi e un battistero in pietra del 1646. Custodisce le spoglie di S. Vittorino, patrono di Pioraco.

Chiesa della Madonna delle Lacrime di Seppio

Chiusura temporanea a causa dei danni provocati dal terremoto

Pioraco

La Chiesa é nota soprattutto perché conserva la tavola che dà il nome al luogo. All’interno un probabile tempietto romano con una pietra sacrificale attorniata da quattro colonne.

Chiesa di San Francesco “Antica Maestà”

Chiusura temporanea a causa dei danni provocati dal terremoto

Pioraco

Secondo la tradizione si trovava presso l’imbocco del ponte Cannaro. Fu poi trasportata nella Chiesa del S.S. Crocefisso ed adibita ad altare. Oggi gli affreschi attribuiti ad Arcangelo di Cola si trovano nella Chiesa di San Francesco.

Chiesa si San Giovanni Battista a Castello

Fiuminata

Ubicata nel vertice nord delle mura difensive del borgo, alla sinistra dell’arco ogivale dell’ingresso al nucleo originario di Castello di Fiuminata, la chiesa di San Giovanni, eretta lungo la direttrice nord – sud, si presenta come una fabbrica imponente sviluppata in lunghezza per più di venti metri, che limita il lato est della stradina che ascende alla parte alta del villaggio. L’impianto originario, probabilmente trecentesco, era costituito da un’aula unica, meno alta e meno lunga dell’attuale, il cui fronte principale era il prospetto ovest su cui esternamente sono tuttora visibili, ma murati, due portali ogivali ed una bifora arricchita da colonnina tortile. Qui era, dunque,ubicato l’ingresso: il fronte nord era, allora, fronte cieco poiché parte della cinta muraria difensiva.

Nel 1875 la chiesa viene ampliata con l’aggiunta dell’attuale abside emiciclica e sopraelevata: ciò è riscontrabile in corrispondenza degli archi gotici della parete destra dell’aula. Viene, inoltre, definito un nuovo prospetto principale – quello attuale – in sostituzione del fronte cieco nord, che è progettato per sostituire parte della cinta muraria difensiva del borgo ed aprire il nuovo portale della chiesa all’esterno del centro fortificato, verso le nuove costruzioni sorte fuori dal borgo. Privo di bucature ad eccezione dell’ingresso, il prospetto principale nord, a capanna, è realizzato in blocchi irregolari di pietra a facciavista ed è decorato solo dalle cornice in laterizio del portale e del timpano di coronamento. Sopra al portale una lapide commemora i caduti della Prima Guerra Mondiale. La riprogettazione ottocentesca ha determinato, altresì, la sopraelevazione e la riprogettazione del coronamento della torre campanaria ubicata a sinistra del nuovo prospetto.

Castello – Rocca Varano

Gagliole

Struttura difensiva edificata dai Da Varano per la tutela del territtorio del proprio ducato. Al periodo immediatamente successivo all’ annessione di Gagliole alla signoria dei Varano risale, con ogni probabilità, il primo intervento fortificato sull’ antico cassero, di cui si conserva intatta la torre in arenaria, con la base terrapinata (per 6 mt. circa) ed i tre lati E-N-W.

Madonna della Pieve o di San Zenone

Gagliole

Questa chiesa, che in antico si chiamava Pieve di S. Zenone, è un edificio costruito quasi interamente con conci di arenaria. Pur avendo subito alcune modifiche in varie epoche, si presenta tuttora in gran parte nella sua struttura originaria.

San Giuseppe

Gagliole

All’interno visibili un crocifisso ligneo del ‘500 e un affresco del de Magistris del 1530. Entrando nell’antico castello di Gagliole subito a destra, addossata alla parete interna delle mura di cinta, come dimostra la grande pietra (cm. 50×50) forata per il lancio di pietre sugli assalitori ben visibile all’esterno, è la piccola chiesa, od oratorio, di S. Giuseppe.

Eremo della Madonna delle Macchie

Gagliole

Salendo per una strada bianca che parte dalla S.S. 361 in prossimità del Cementificio ma dal lato opposto, si raggiunge l’antichissimo monastero della Madonna delle Macchie. Si tratta di un complesso edilizio monastico costruito in più fasi a partire almeno dal XIV secolo.

Chiesa dei SS Carlo e Martino alla Forcatura di Caneggia

Fiuminata

La parrocchiale dei Santi Carlo e Martino, edificio più volte rimaneggiato – ultimo restauro post sisma del 1997 – si erge sul bivio della frazione Forcatura in direzione di Laverino. La chiesa è parte del complesso parrocchiale costituito insieme al campanile e alla canonica, addossata alla destra dell’edificio di culto, attualmente non utilizzata. Il prospetto nord, prospetto principale,piccolo e squadrato appare compresso e sovrastato dai corpi di campanile e canonica. Il portale contornato da cornice in laterizi ed architrave a piattabanda, di chiara matrice ottocentesca, si presenta come unico elemento decorativo del prospetto. Da un’analisi visiva attorno al complesso si individuano superfetazioni successive all’impianto originale probabilmente realizzate per arricchire l’aula con le cappelle laterali.

Chiesa di Santa Maria della Spina a Poggio

Fiuminata

Così chiamata perché secondo la tradizione, è stata edificata in seguito ad un’apparizione della Madonna ad una pastorella sordomuta presso un cespuglio spinoso.

Romitella di Campottone

Fiuminata

Fondata nel 1313 da Meruzio di Monalduccio dei Nobili di Somaregia, conteneva in passato molti affreschi che si presentavano in stato di rovina già nel XVI secolo, come risulta dalla
documentazione dell’epoca.

L’Eremo sorge poco distante dal paese, all’interno di una suggestiva valletta, la chiesa in stile Romanico era inizialmente intitolata a S. Michele Arcangelo solo successivamente fu dedicata al SS. Crocifisso. Faceva parte della Rocca dei Tangani (Campattone era il suo borgo), costruita sullo sperone che sovrasta la chiesa, a 922 metri di altezza, rifugio di signori feudali in perenne conflitto con i Comuni confinanti.

Abbandonata cadde in rovina; i ruderi sono ricoperti dal bosco.
Ad oggi è stata ricostruita, a navata unica e spoglia nelle pareti.

Rocca di Santa Lucia

Fiuminata

Detta anche “di Laverino” fu fondata nel 1020 ed abitata nel XII sec. dalla famiglia Cavalca che fece addossare alla torre originaria un nuovo corpo di fabbrica ad uso abitativo. Una terza costruzione, più elegante delle precedenti fu aggiunta nel XIII sec.

Chiesa di Santa Maria di Laverino

Fiuminata

Eretta lungo la direttrice est – ovest sul forte pendio che dal centro del borgo di Laverino scende rapidamente a valle verso il fosso Orticaia, l’antica pieve di Santa Maria Assunta si distingue, appunto, per l’imponente altezza del prospetto ovest a valle, parete a capanna, cieca, su cui campeggia all’estremità sinistra il solo fianco della esile vela campanaria; di contro a causa del forte dislivello, il prospetto est a monte si erge su strada per due metri scarsi. Si accede, dunque, all’interno sia dal prospetto nord, caratterizzato dalla suddetta vela campanaria a fornice unico a tutto sesto e da un piccolo portale posto quasi al centro – probabile accesso originario -, sia dall’attuale prospetto principale sud sul quale fa bella mostra un portale sovrastato da finestra rettangolare che campeggia su piccolo sagrato terrazzato.

Castello di Orve

Fiuminata

Risulta appartenuto ai Chiavelli Signori di Fabriano e, in seguito, ai Varano di Camerino: crollato in gran parte pochi anni fa, era costruito da una rocca fortificata, un secondo edificio, il palatium con un’aia e l’hedifitio in legno.

Chiesa di Santa Maria Assunta in Massa

Fiuminata

La chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta è situata nella parte alta del paese, che si sviluppa degradando verso la piana sottostante. Una strada si inerpica per l’abitato conducendo alla
piazza antistante la chiesa. La facciata a capanna è arricchita da un portale in travertino, con modanature attorno al portone in legno. Un architrave lineare chiude la composizione. In asse è
una finestra termale con ghiera in pietre poste di coltello. Lateralmente altre finestre termale illuminano la chiesa. All’esterno sono visibili le costruzioni addossate in epoche successive
contenenti le cappelle della Vergine Assunta e del Sacro Cuore di Gesù, costruite nel XX secolo.

Santuario della Beata Vergine di Valcora

Fiuminata

Immerso nei boschi che inverdiscono le pendici orientali del monte che sovrasta a settentrione il piccolo borgo di Valcora, al termine di una strada irta, stretta e piena di svolte, il complesso edilizio di eremo e santuario si presenta come una rocca posta a difesa del villaggio: le ali dell’eremo più a valle si sviluppano a mo’ di cinta difensiva che preserva e separa l’area sacra del santuario e della sua corte dal resto. In realtà l’eremo è stato edificato in un secondo tempo rispetto al santuario. La chiesa è stata eretta nel XIV secolo secondo la direttrice nord ovest – sud est e successivamente ampliata con l’aggiunta del volume minore posto a valle, a sud est.

L’ingresso allo spazio sacro attraverso il muro di cinta, caratterizzato da un portone con arco a tutto sesto, è preceduto da un setto svettante che culmina con la vela campanaria a due fornici. L’ingresso principale, posto sul fronte nord est poco prima della metà, caratterizzato da semplice cornice in laterizio con finestrella sovrapposta, domina lo stretto ed oblungo sagrato: in origine l’ingresso principale era probabilmente posto a nord ovest. Nel XVIII secolo vengono rifatti gli interni della chiesa, realizzata la volta della scarsella a sesto ribassato con lunette e finestre, risagomata la finestra sopra il portale principale e realizzato l’ampliamento della chiesa con la
costruzione della sacrestia.

Chiesa di San Paolo di Orpiano

Fiuminata

Eretta lungo la direttrice ovest – est, sulle pendici del monte che si innalza a nord della frazione di Orpiano, immersa nel verde boschivo e raggiungibile solo a piedi tramite sentiero battuto, la piccola chiesa di San Paolo si presenta come una costruzione non molto alta, più sviluppata lungo il proprio asse longitudinale, con fronte sud quale prospetto principale bucato da ingresso, posto all’estremità sinistra, e tre finestre: i restanti prospetti sono ciechi. L’impianto originario si può far risalire al XV secolo, ma la conformazione attuale è frutto dell’ampliamento condotto nel 1860 e del restauro post sisma 1997. Antistante la chiesa un poggio recintato con staccionata in legno si affaccia sulla vallata sottostante.

Rocca di Spindoli

Fiuminata

E’ la costruzione più articolata di Fiuminata. Fu fondata presumibilmente nel XIV sec.. Abbandonata nel XVI sec., andò progressivamente in rovina anche ad opera degli abitanti di Spindoli che demolirono la cinta muraria per riutilizzarne il materiale.

Chiesa Santa Maria

Esanatoglia

E’ del ‘200, come alcuni fabbricati adiacenti e il portale della Pieve.

Chiesa di San Martino

Esanatoglia

Sorge al centro della città. Costruita nel Medioevo (XIII-XIV), assunse un’importanza almeno pari a quella della Pieve, nel 1548 quando venne eretta come Collegiata in seguito alla soppressione dell’Abbazia di S. Angelo.

Eremo di San Cataldo

Esanatoglia

Il suo nome forse deriva da “confinium” cioè confine, terra di confine; infatti il luogo si trova al confine delle Marche con l’ Umbria.

Chiesa di San Sebastiano

Esanatoglia

E’ sorta come chiesa succursale della Pieve e come oratorio della Confraternita del Santissimo Sacramento. E’ stata costruita nel XVI secolo ma il loggiato antistante il portale è di epoca posteriore.

Abbazia di Sant’Angelo “infra Ostia”

Esanatoglia

Fu fondata prima del Mille, forse dai Conti di Nocera di origine longobarda.

Eremo di San Pietro

Esanatoglia

Risalendo il corso principale del fiume Esino, nei pressi delle sorgenti, nel punto in cui la strada termina in uno spiazzo erboso, sulla destra in alto, in mezzo al bosco, sorge tuttora l’Eremo di San Pietro. In antico doveva essere probabilmente una struttura edilizia più consistente dell’ attuale che consta della chiesa con il suo sotterraneo a volta e delle mura perimetrali del pianterreno dei locali di abitazione.

Chiesa di San Filippo Neri

Cingoli

E’ indubbiamente uno dei gioielli di Cingoli. La facciata in pietra è abbellita da un portale romanico con, ai lati, due piccole monofore. L’interno barocco, con il soffitto decorato da affreschi e stucchi, conserva pregevoli pitture di Calandrucci, Maratta, Marini, Conca, Cignani e Fanelli.

Castello di Lanciano

Castelraimondo

Si erge maestoso, circondato da secolare parco, sulla sinistra del fiume Potenza. Dell’antica e originaria costruzione, sono ancora ben leggibili alcuni apparati architettonici e decorativi come la torre trecentesca all’ingresso del cortile, con base a scarpa, la porta d’accesso alla rocca in posizione più ribassata, ascrivibile al ‘400, il porticato con un residuo d’affresco raffigurante la rosa malatestiana, una sala al piano terra decorata a fresco e riproducente scene di caccia e animali esotici…

Chiesa di San Salvatore – Santa Maria ad Nives

Apiro

Una delle più antiche del nostro territorio, sorge su una collinetta panoramica a sud del paese a m. 513 slm. La sua struttura, che comprende chiesa e sagrestia è formata da blocchi di pietre squadrate.

Abbazia di Sant’Urbano

Apiro

Consacrata nel 1086, ma risalente a prima dell’anno Mille, fu ricostruita nel XIII secolo. All’inizio del XV sec. iniziò la sua decadenza che la spinse nel 1442 ad unirsi all’Abbazia di Valdicastro, tenuta dai Camaldolesi, che se ne occuparono fino al 1810.

Abbazia di Sant’Urbano

Apiro

Consacrata nel 1086, ma risalente a prima dell’anno Mille, fu ricostruita nel XIII secolo. All’inizio del XV sec. iniziò la sua decadenza che la spinse nel 1442 ad unirsi all’Abbazia di Valdicastro, tenuta dai Camaldolesi, che se ne occuparono fino al 1810.

Chiesa di San Leopardo

Apiro

Tutta la struttura esterna, costruita da pietre irregolari squadrate, è a forma quadrangolare completata da un abside semicircolare sulla quale si eleva l’altare maggiore, illuminato da una sottile monofora in pietra calcarea bianco-rosea.

Chiesa di Santo Stefano (Cà di Chiocco)

Apiro

La chiesetta di tipo monastico fu costruita prima del 1300 ed era una fiorente parrocchia denominata “Santo Stefano di Buraco” o di “Montalvello”.

Chiesa di San Salvatore – Santa Maria ad Nives

Apiro

Una delle più antiche del nostro territorio, sorge su una collinetta panoramica a sud del paese a m. 513 slm. La sua struttura, che comprende chiesa e sagrestia è formata da blocchi di pietre squadrate.

Palazzo Comunale

Apiro

Massiccio edificio quadrangolare identificato con l’antico Palazzo dei Priori. Costruito nel 1246, ha subito numerosi rifacimenti. La sala consiliare conserva un’opera di Allegretto Nuzi, raffigurante la Madonna con Bambino e Santi (1366).

Porta Garibaldi

Apiro

Anticamente chiamata Porta Musone, fu ricostruita nel 1762. Oggi è la porta d’ingresso del paese.

Chiesa della Madonna della Misericordia o della Figura

Apiro

La chiesa è stata costruita alla fine XIV sec attorno ad un muro affrescato, detto “Figura” attribuito ad Ottaviani Nelli di Martino da Gubbio (1375-1444). Fu corpo unico con l’Ospedale dei Pellegrini trasformato successivamente in Monte Frumentario.

Torrione – Cinta muraria Apiro

Apiro

Risale a due fasi costruttive principali, la prima medievale, la seconda della prima metà del XV sec., per opera di Francesco Sforza. Attorno alle mura erano disposti quattordici torrioni di forma poligonale irregolare, attualmente ne restano cinque, di cui quattro di proprietà privata.

Chiesa di Santa Felicita

Apiro

Costruzione romanica che conserva nell’archivolto del piccolo portale un’iscrizione a carattere gotici, con la data 1256. Gli storici concordano che la data riportata si debba riferire all’anno di erezione del portale e non alla fondazione, più antica.

Chiesa di Santa Felicita

Apiro

Costruzione romanica che conserva nell’archivolto del piccolo portale un’iscrizione a carattere gotici, con la data 1256. Gli storici concordano che la data riportata si debba riferire all’anno di erezione del portale e non alla fondazione, più antica.

Chiesa di San Francesco delle Favete

Apiro

Sorge nell’omonima contrada a pochi chilometri da Apiro. La tradizione narra che San Francesco abbia sostato in questi luoghi ed abbia compiuto diversi miracoli.

Chiesa di San Francesco Entro le Mura

Apiro

E’ sicuramente la chiesa più antica di Apiro, costruita prima del XII sec. In essa si sovrappongono due stili: quello romanico, originale, e quello barocco, successivo e risalente ai primi del ‘700 per l’interno della chiesa.

Chiesa di San Francesco Entro le Mura

Apiro

E’ sicuramente la chiesa più antica di Apiro, costruita prima del XII sec. In essa si sovrappongono due stili: quello romanico, originale, e quello barocco, successivo e risalente ai primi del ‘700 per l’interno della chiesa.

Collegiata di Sant’Urbano

Apiro

Dedicata al patrono S. Urbano, fu eretta nel 1632 per opera di Giangiacomo Baldini. La chiesa, di puro stile barocco, è divisa in tre navate,a forma di croce latina e con cupola ottagonale. L’altare maggiore ospita una pala del XVII sec. raffigurante l’Incoronazione della Vergine e S. urbano I Papa, opera di Angelo Scoccianti di Andrea.

Collegiata di Sant’Urbano

Apiro

Dedicata al patrono S. Urbano, fu eretta nel 1632 per opera di Giangiacomo Baldini. La chiesa, di puro stile barocco, è divisa in tre navate,a forma di croce latina e con cupola ottagonale. L’altare maggiore ospita una pala del XVII sec. raffigurante l’Incoronazione della Vergine e S. urbano I Papa, opera di Angelo Scoccianti di Andrea.

Chiesa di San Sebastiano – Convento dei P.P. Cappuccini

Apiro

Eretta nel 1546, le fu annesso successivamente il Convento dei P.P. Cappuccini. All’interno un cortile a selciato a mattoni, racchiude il chiostro ed il pozzo.

Chiesa di San Michele Arcangelo

Apiro

Le sue prime notizie risalgono al 1033. Il vicolo retrostante, detto “vicolo delle catacombe” lascia pensare, tuttavia, ad una preesistente struttura antica.

Monastero di Santa Maria Maddalena

Apiro

In questo monumento, fino a qualche anno fa, veniva esercitata una scuola di ricamo. Ora qui vivono piamente ed esemplarmente poche suore, professano la regola di San Francesco e sono soggette al Vescovo di Camerino che ne nomina il confessore.

torna all'inizio del contenuto
Questa è la sezione del sito istituzionale dell'Unione Montana Potenza Esino Musone dedicata al turismo. Per le informazioni che riguardano l'Ente, vai alla home
Questo sito è realizzato da TASK secondo i principali canoni dell'accessibilità | Privacy | Note legali