Museo Civico Archeologico

Treia

Il Museo Civico Archeologico è allestito presso il Convento di San Francesco. Al suo intermo sono conservati numerosi frammenti scultorei, elementi architettonici ed iscrizioni che testimoniano le diverse fasi evolutive della Trea romana e lo stretto legame con l’Oriente, in particolare con l’Egitto.

Accademia Georgica

Treia

(Biblioteca Antica – Archivio Storico)

Sul lato destro di piazza della Repubblica sorge il piccolo ma interessante edificio dell’ accademia Georgica, opera di composta e raffinata eleganza realizzata da Giuseppe Valadier ( XVIII secolo ).

Catalogo della biblioteca http://opac.unimc.it

 

Pinacoteca Comunale

Treia

La Pinacoteca Comunale è ospitata nella Sala del Consiglio, nella Sala degli Stemmi e negli altri locali che costituiscono il Piano Nobile del Palazzo di Città.

Museo degli Attrezzi Agricoli

Sefro

I pezzi sono del Sig. Ferretti Florindo

Galleria Comunale d’Arte Moderna – Collezione “Filippo Bigioli”

San Severino Marche

La Galleria D’arte Moderna conserva una raccolta di quadri d’arte contemporanea e una collezione di dipinti di Filippo Bigioli, pittore e incisore dell’800.

Museo civico archeologico “G. Moretti”

San Severino Marche

Il Museo archeologico G. Moretti conserva reperti preistorici, piceni (dalle vicine necropoli di Frustellano e Pitino) ed Etruschi e, soprattutto pezzi provenienti dagli scavi dell’ antica Septempeda. Il Museo conserva una notevole collezione archeologica (raccolta da D. Pascucci nella seconda metà dell’800).

Museo del Territorio “O. Poleti”

San Severino Marche

Il museo è espressione di tre diverse realtà: una casa colonica, il giardino botanico ed il museo vero e proprio che custodisce testimonianze della civiltà contadina, artigianale e protoindustriale.

Pinacoteca civica “P. Tacchi Venturi”

San Severino Marche

Il palazzo, risalente al XV secolo ed eretto dalla famiglia Manuzzi, ospita la Pinacoteca comunale intitolata a padre Tacchi-Venturi, noto studioso locale di storia delle religioni. La Pinacoteca è stata costituita nel 1974 e custodisce opere che vanno dal XIV al XVII. Il pezzo più pregiato della collezione è sicuramente la Madonna della Pace del Pinturicchio, tavola ritenuta da molti il suo capolavoro per lo splendore dei colori e la ricchezza del paesaggio. Tra le altre opere si ricordano un Crocifisso ligneo del XIII-XIV secolo, alcuni affreschi provenienti dalla demolita chiesa di S. Francesco al Castello e l’ affresco con Storie di S. Giovanni evangelista dei fratelli Lorenzo e Iacopo Salimbeni; inoltre un polittico di Vittore Crivelli (Madonna e Santi) e uno dell’ Alunno (Madonna col Bambino e angeli). Altri pittori presenti sono Allegretto Nuzi, Lorenzo d’ Alessandro, Paolo Veneziano, Bernardino di Mariotto.

Museo dei Fossili

Pioraco

Nel museo sono raccolti oltre 1200 reperti comprendenti pezzi di notevole rarità. Si tratta di una raccolta di fossili vegetali di età diverse, dall’età Paleozoica al Triassico superiore, e fossili animali dalle prime forme di vita ai mammiferi. Il Museo è stato realizzato grazie alla raccolta e alle donazioni di Spitoni Offerl.

Museo dei Funghi

Pioraco

Il museo comprende circa 200 modelli di funghi realizzati in gesso che riproducono in maniera straordinaria nelle forme e nei colori le diverse specie esistenti. La realizzazione e la raccolta dei funghi è stata curata dalla sapiente maestria Offerl Spitoni.

Museo della Carta e della Filigrana

Pioraco

La produzione della carta risale al 1300 ed ancora oggi è una delle principali attività del paese le cui fasi storiche sono ben documentate nel Museo della carta e della filigrana ospitato nel palazzo comunale.

Museo “F. Piersanti”

Matelica

Il Museo conserva il patrimonio artistico donato dalla famiglia Piersanti e le opere provenienti da chiese della diocesi e da donazioni private. Al nucleo originario formato dal materiale raccolto nel XVIII secolo da monsignor Filippo Piersanti si sono andate via via aggiungendo altre importanti collezioni: una raccolta di disegni, una serie di arazzi con le storie di Enea di manifattura fiamminga del XVI secolo, arazzi del XVI secolo, dipinti, ceramiche e mobili. Al suo interno è anche conservata intatta una cucina settecentesca con i suoi arredi. Di particolare valore è la Pinacoteca, con le opere tra gli altri di Giovanni Bellini, Antonio da Fabriano, Lorenzo D’ Alessandro e Bernardino di Mariotto. Fra il materiale archeologico esposto, assai interessante è un raro orologio solare sferico in marmo greco, rinvenuto nel centro storico della città e datato approssimativamente intorno al I-II secolo.

Museo Civico Archeologico

Matelica

Nelle ampie sale del settecentesco palazzo Finaguerra, che conserva alle pareti una ricca decorazione pittorica con motivi a grottesche, paesaggi, figure allegoriche e scene tratte dall’antica storia di Roma, si possono ammirare i reperti rinvenuti negli scavi archeologici condotti in area urbana e nel territorio.

Museo Pinacoteca Comunale

Matelica

Ospitata nel quattrocentesco Palazzo Ottoni, costruito da Costantino e Giovanni Battista da Lugano su commissione di Alessandro e Ranuccio Ottoni, conserva arredi di pregio ( XVI-XVIII ) ed espone opere pittoriche di vario genere ed epoca: tra queste una predella di scuola romana ( XVI secolo ) con la cena di Emmaus, S. Agostino e S. Nicola, un S. Onofrio di Salvator Rosa, la mazza d’ argento (XVIII secolo) realizzata da Domenico Piani per festeggiare il riconoscimento del titolo di città a Matelica e una raccolta di dipinti del matelicese Raffaele Fidanza.

Museo di Storia Naturale

Gagliole

Il Museo di Storia Naturale, allestito dalla “Fondazione Oppelide” all’interno del trecentesco palazzo antistante la Rocca G. Varano, custodisce numerosi fossili e minerali provenienti da diversi paesi, anche extraeuropei: mesosauri, un ittiosauro, uova di dinosauro, insetti in ambra, ammoniti, felci e foglie del carbonifero. Il nucleo numericamente piu’ consistente della raccolta é costituito da fossili di provenienza locale, i quali fanno da supporto a campioni importanti provenienti da ogni parte del mondo. L’insieme fornisce una visione completa dell’evolversi della vita sulla Terra. L’esposizione segue, infatti, un itinerario cronologico che, partendo dall’Era Archeozoica, attraversa tutte le ere successive e tutti i periodi in cui le stesse sono state divise, fino all’attuale. Tra i reperti esposti assumono grande rilevanza scientifica quelli locali, i quali consentono al visitatore l’osservazione e la letura del territorio in cui la struttura museale si inserisce , l’apprendimento delle varizioni, delle evoluzioni e dei fenomeni naturali che hanno condotto allo stato attuale, fornendo altresì strumenti per la comprensione dei condizionamenti dell’ambiente sugli insediamenti antrocpici, sulla loro economia e sullo sviluppo culturale. Il Museo di Storia naturale, fin dal momento dell’apertura al pubblico, da un lato ha inteso orientare la propria attività alla conservazione dei reperti, dall’altro ha voluto costituire uno strumento didattico e culturale a disposizione del mondo della scuola e della collettività intera. Il tutto è finalizzato a soddisfare l’esigenza di trovare criteri atti a descrivere, interpretare e ordinare il mondo che ci circonda ed a leggerlo in piena autonomia. I servizi didattici offerti sono: a) visita guidata con personale preparato pronto a rispondere ad ogni dubbio o curiosità sui materiali esposti e sulle relative tematiche, la semplice visita può essere arricchita da diversi momenti didattici che attualmente vengono effettuati in locali diversi dalla sede museale. b) lezioni in classe ( didattica extra-museale) proponendo ed illustrando alle scolaresche i contenuti ed il significato dei giacimenti fossiliferi dell’Appennino Umbro-Marchigiano con proiezioni e materiale didattico; c) La ricerca diretta in un’area simulata di reperti fossili originali ove le scolaresche potranno confrontarsi con le problematiche relative al riconoscimento e all’identificazione di diversi reperti fossili. d) E’ possibile inoltre eseguire uscite extramuseali per recarsi, sempre guidati da nostri esperti, nelle Valli dei Grilli e dell’Elce ricadenti nei comuni di San Severino e Gagliole per osservare direttamente gli affioramenti fossiliferi, ( ove é stata rinvenuta gran parte dei reperti esposti nel museo), le varie formazioni stratigrafiche del terreno, svolgere lezioni di educazione ambientale, dando vita in tal modo ad ” una scuola senza pareti” dove i boschi, i pascoli, i fiumi, le rocce costituiscono veri grandi laboratori all’aperto.

Palazzo Castiglioni

Cingoli

Da alcuni anni aperto al pubblico dai Marchesi Castiglioni, l’antico Palazzo, è un esempio di Casa-Museo, dove sono conservati gli arredi e gli oggetti personali di Francesco Saverio Castiglioni, nato a Cingoli nel 1761 e passato alla storia come papa Pio VIII. Il Palazzo, eretto alla fine del 1760, è costituito da due precedenti dimore le cui strutture originarie, per quanto unite, restano distinte formando due unità abitative con due portoni d’ingresso gemelli. L’interno è articolato con falsi piani, scale, dislivelli, cortili. Di particolare interesse il Ritratto di Pio VIII, realizzato a figura intera da Vincenzo Camuccini (1771/1844); il busto di marmo del pontefice; una Portantina del ‘600; la Cappella, dove si conservano suppellettili sacre ed arredi liturgici; il Salone della Musica il cui soffitto, unico esempio nelle Marche, è formato da nove cupole ottagonali, tutte finemente decorate a grottesche, così realizzate per consentire un’acustica perfetta; la Camera del Papa; la Biblioteca, originariamente collocata in un’altra ala del Palazzo, dove è conservata soltanto una minima parte dei volumi collezionati dal pontefice: il fondo più importante, (più di diciassettemila volumi), costituisce oggi una delle raccolte più prestigiose della Biblioteca Mozzi-Borgetti di Macerata. La facciata è stata notevolmente rimaneggiata dopo il 1852 e successivamente, all’inizio del secolo, per iniziativa di Filippo Castiglioni che vi aggiunse il balcone con ringhiera in ferro battuto. La visita si conclude nella Sala delle esposizioni dove nel 1992 è stata allestita la mostra “Papa Castiglioni”:suoi ricordi a Cingoli”.

Palazzo Comunale

Cingoli

La base della torre campanaria e quella del fabbricato coperto dal prospetto cinquecentesco, risalgono presumibilmente al XII sec.. L’orologio pubblico è del 1482, mentre il prospetto poggiante su otto pilastri è del 1530. Al piano terra dell’edificio ha sede il Museo archeologico Statale che conserva numerosi reperti.

Pinacoteca Comunale

Cingoli

Il Palazzo è stato costruito intorno al 1780 come seminario vescovile ed acquistato dal Comune nel 1976, ospita al primo piano la Pinacoteca, al piano rialzato la Biblioteca e a quello seminterrato il Museo Comunale e l’aula didattica. La pinacoteca, istituita nel 1985, conserva opere di soggetto religioso, rilievi e incisioni in pietra altomedievali, ceramiche e maioliche medioevali e rinascimentali provenienti dal territorio cingolano, statue lignee policrome del sec. XVI, stemmi gentilizi. La sezione contemporanea ospita un considerevole numero di tele del pittore Donatello Stefanucci (Cingoli 1896 – Fano 1987). Coinvolto in gioventù nelle correnti di gusto della scuola romana, tornato a Cingoli si volse ben presto a ritrarre aspetti della città e del tipico paesaggio natale restando sempre legato all’impressionismo tardo ottocentesco. Paesaggista insigne, una sua tela fu acquistata da re Vittorio Emanuele III. Si conservano inoltre la produzione grafica dell’architetto cingolano Cesare Emidio Bernardi, attivo soprattutto a Roma tra il 1937 e il 1984, e le produzioni fotografiche, con i relativi apparecchi e strumenti di laboratorio, dei primi fotografi cingolani.

Museo Archeologico Statale

Cingoli

Il Museo archeologico statale è allestito nel pianterreno e nel seminterrato del palazzo comunale. Conserva preziosi reperti preistorici (Paleolitico, Neolitico ed età del Ferro) e di età ellenistico-romana, provenienti da scavi effettuati nella zona. Da comunale divenuto statale nel 1992, il museo conserva notevoli raccolte del Paleolitico e del Neo-eneolitico, che colpiscono per l’ abbondanza e la qualità dei manufatti. Pugnali e asce in bronzo, zappe di corno di cervo e altri reperti provenienti dagli scavi di fonte Marcosa testimoniano la vitalità delle popolazioni della media età del bronzo vissute sulle rive del fiume Musone. Recentemente (1997) è stata aperta, con una nuova sistemazione e nuovi reperti, anche la sezione ellenistico-romana. Vi sono esposti i materiali provenienti da Cingulum e dal territorio che sulla città romana, arricchita di edifici pubblici da Tito Labieno, gravitava in antico. Vi sono conservati frammenti di statue o di decorazioni architettoniche, e i resti frammentari dei piatti e dei manufatti più vari che si usavano a Cingoli circa 2000 anni fa. Particolarmente significativi i materiali che provengono dall’area dell’attuale San Vittore, dove in epoca romana sorgeva un centro urbano di una certa importanza, sviluppatosi in relazione a un’area santuariale frequentata già nell’Età del Ferro.

Museo della Motocarrozzetta e del Sidecar

Cingoli

Unico al mondo, custodisce scooter, motociclette e sidecar, dai primi modelli d’inizio secolo a quelli più recenti. Pezzi utilizzati nelle due guerrre mondiali o appartenuti a personaggi importanti.

Museo “Maria Sofia Giustiniani Bandini” – Castello di Lanciano

Castelraimondo

Il castello realizza oggi una stupefacente ” dimora-museo “, unica nel suo genere per le decorazioni, gli arredi, la ricca collezione di quadri, per il vissuto ad essa impresso dai Bandini e in particolare dall’ ultima titolare, di grandi doti spirituali e culturali. La prima citazione del sito di Lanciano risale al 1240, con privilegio del cardinale Sinibaldo Fieschi, rettore della Marca, concedendolo al comune di Camerino, senza specificare quale fosse la funzione e l’ utilizzo del luogo.

Museo Civico

Castelraimondo

Il Museo è ubicato nel sottotetto del Palazzo Municipale, elegante costruzione neoclassica del 1867, adiacente alla torre mediovale del Cassero. E’ stato istituito nel 1986 in seguito alle donazioni delle composizioni musicali, dei cimeli, delle memorie e dei manoscritti del maestro Ugo Bottacchiari (1874-1944) di Castelraimondo, da parte della figlia, insieme ai diritti musicali delle opere edite in Italia.

Pinacoteca Comunale

Apiro

La Chiesa di San Francesco sita nel centro storico di Apiro in Corso Vittorio Emanuele; fu costruita su un preesistente edificio di epoca medievale, originariamente dedicato a San Martino e tra le testimonianze ancora visibili dei materiali reimpiegati, si può certamente annoverare il portale d’ingresso in stile romanico, ascrivibile al XIII secolo e ricco di elementi decorativi.

Raccolta Sant’Urbano

Apiro

La seicentesca raccolta è conservata nella sacrestia della Collegiata nel cui interno barocco di forme neo-cinquecentesche sono conservati un organo Callido del 1771 e intagli lignei di Andrea Scoccianti, detto Raffaello delle Fogliarelle (1640-1700).

Archivio storico San Sebastiano

Apiro

E’ ubicato in Via Crocefisso e vanta una prestigiosa raccolta di opere storico dal valore inestimabile con testi di carattere storico che vanno dall’anno 1213 fino alla metà del 1900; i testi trattano argomenti che riguardano: l’Antico Regime, la prima Repubblica Romana, il Regno d’Italia Napoleonico, la Restaurazione Pontificia e il periodo dopo l’Unità d’Italia.

torna all'inizio del contenuto
Questa è la sezione del sito istituzionale del Comune di San Severino Marche dedicata al turismo. Per le informazioni che riguardano l'Ente, vai alla home
Questo sito è realizzato da TASK secondo i principali canoni dell'accessibilità | Privacy | Note legali